ick Argomenti medici - Centro Medico Margherita

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ESAMI AUDIOMETRICI GRATUITI

GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON AMPLIFON SARA’ POSSIBILE EFFETTUARE L’ESAME AUDIOMETRICO VOCALE, TONALE ED EVENTUALMENTE, QUALORA NECESSARIO, ANCHE L’ESAME VIA OSSEA.   PER...

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PROGETTO - CORSO DI FORMAZIONE IN MEDIAZ…

PROGETTO - CORSO DI FORMAZIONE IN MEDIAZIONE FAMILIARE A UDINE

Con piacere segnaliamo questa iniziativa per l'organizzazione, ad Udine nell'autunno 2015,di un CORSO di FORMAZIONE in MEDIAZIONE FAMILIARE in collaborazione con la Sig.ra Eva...

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AI NASTRI DI PARTENZA LA STAGIONE SPORTI…

AI NASTRI DI PARTENZA LA STAGIONE SPORTIVA 2013-2014

Il team di medicina sportiva del Centro Medico Margherita è pronto ad effettuare le visite di medicina sportiva di I...

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GAMBE GONFIE E VENE VARICOSE - Un problema che si può risolvere

 

a cura del Dr. LUCCA EDY PABLO

 

La vita lavorativa intensa e prolungata tipiche dei tempi moderni, associata a sedentarietà, portano spesso a disturbi circolatori che si manifestano con pesantezza alle gambe, gonfiore e dolore. Non ci accorgiamo che con il passare degli anni le nostre gambe diventano sempre più gonfie, compaiono delle vene che prima non c'erano e che la pelle alle caviglie tende ad "oscurirsi".

Ebbene, questo susseguirsi di eventi portano alla malattia venosa cronica o insufficienza venosa cronica causa dell'ulcera venosa. La malattia venosa cronica o "vene varicose" e' una condizione patologica molto comune e conduce, se non trattata, ad un peggioramento della qualità di vita di chi ne è affetto negli anni avvenire.

I sintomi iniziali sono la pesantezza, oppure la sensazione di "gambe inquiete" con crampi notturni. Altre volte non ci sono sintomi tranne che la presenza di "capillari" alle caviglie" o in altre zone o peggio di vene tortuose e ben visibili. La presenza di "varici" oltretutto può, in modo imprevedibile, andare incontro ad una trombosi ( il sangue al suo interno diventa solido - ovvero coagula - condizione che può in linea teorica provocare una embolia polmonare. Tale evenienza é per fortuna assai rara.

Le cure attualmente a disposizione si avvalgono di trattamenti chirurgici (con necessità di anestesia, incisioni chirurgiche e/o ricovero in ambiente ospedaliero) nonché di trattamenti mini-invasivi. La chirurgia comporta lunghi periodi di recupero ed è gravata da elevata ricomparsa delle varici (recidive) che possono arrivare ad un 70 % negli anni. Fortunatamente le tecniche mini-invasive hanno consentito di raggiungere gli stessi risultati della chirurgia con il pregio dell'ambulatorialità e pronto recupero.

La chirurgia pertanto non è più necessaria per curare le varici, e non si richiede più un lungo tempo di recupero. Le tecniche attuali permettono un ottimo controllo dell' evolutività (insita nella genetica della malattia venosa cronica) e sono completamente indolori. I risultati a medio lungo termine sono paragonabile alle tecniche tradizionali se non migliori.

In presenza di sintomi di pesantezza, gonfiore o varici, e' fondamentale eseguire una visita specialistica Vascolare la quale dopo esecuzione di ecocolordoppler saprà consigliare il trattamento migliore per ogni singolo caso.

Parliamo di... OTORINOLARINGOIATRIA


a cura della Dr.ssa Annalisa CSILLAGHY


L’otorinolaringoiatria è una branca della medicina che studia le malattie dell’orecchio, del naso e della gola. È’ una specializzazione alquanto articolata e con molteplici accessi, tale per cui il medico specialista può spaziare dalla pratica medica con caratteristiche cliniche quasi di tipo internistico e con risvolti  neurologici, ad una pratica chirurgica. L’otorinolaringoiatria coinvolge  varie sotto specialità, una per ciascun distretto menzionato.
L’otologia si interessa delle patologie dell’orecchio , l’ipoacusia e i disturbi dell’equilibrio, la rinologia  studia le patologie delle alte vie aeree (naso e seni paranasali), la laringologia raggruppa i problemi che possono interessare il cavo orale, l’orofaringe, la laringe e l’ipofaringe; la foniatria che spazia da problemi organici e funzionali della comunicazione, della deglutizione e affronta anche patologie di tipo più prettamente neuropsicologico come i disturbi dell’apprendimento in età evolutiva.

In questo  ambulatorio si affrontano,  per gli adulti  e adulti anziani:

- disturbi dell’equilibrio e  l’instabilità motoria che meritano un approccio di tipo multidisciplinare;
acufeni (o ronzii alle orecchie) e riabilitazione degli stessi;
- l’ipoacusia dell’adulto.

Nell’ambito della patologia Otorinolaringoiatrica pediatrica ci si occupa di:

- patologie infiammatorie;
- sordità associata a patologie complesse e sindromi.

 

 

APPROCCIO GLOBALE AL PAZIENTE - Contrassegno della Medicina Interna


a cura del Dr. Alessandro Bulfoni

La medicina interna costituisce la specialità di area medica contrassegnata da  visione globale, pluridisciplinare ed unitaria ,con assunzione di responsabilità nella gestione dei problemi clinici complessi, non circoscrivibili in specialità d’organo o apparato, evitando frantumazioni e parcellizzazioni nel percorso diagnostico e terapeutico.


La complessità clinica viene a realizzarsi nei casi di difficile caratterizzazione diagnostica, nelle forme ad esordio sfumato o atipico, in assenza di sintomi e segni d’organo, ed implica pertanto un approccio multidirezionale, a tutto campo, di cui si riportano alcune esemplificazioni:


- febbricola/febbre isolata, potenzialmente riconducibile ad oltre 200 patologie includenti infezioni, infiammazioni extrainfettive, neoplasie, eterogeneo gruppo di condizioni;
- calo ponderale significativo rapportabile preminentemente a tumori maligni, infezioni occulte (ad es.tubercolosi, HIV), ipertiroidismo, malattie gastrointestinali, disturbi psichici...
- inquadramento della dispnea, riferita come percezione spiacevole di sensazione di difficoltà respiratoria ,nell’ambito di malattie cardiache e/o polmonari, tenendo presenti le forme psicogene, i quadri connessi a anemia severa e sepsi...
- dolore toracico, la cui diagnosi differenziale include condizioni potenzialmente letali, come infarto miocardico, dissezione aortica, embolia polmonare e una molteplicità di altre forme a genesi cardiaca, polmonare, muscoloscheletrica, esofagea, gastrica, biliopancreatica, psicogena...
- individuazione di addome acuto non chirurgico, esemplificato da talune forme di infarto miocardico con dolore/malessere avvertito in epigastrio;
- riconoscimento di malattie sistemiche, coinvolgenti molteplici organi ed apparati, includenti localizzazioni multidistrettuali dell’aterosclerosi, complicanze di diabete mellito e ipertensione arteriosa, connettiviti, disturbi somatoformi...


Complessità gestionale si realizza inoltre in occasione della coesistenza di varie malattie, condizione frequente, ma non limitata agli anziani. In tali casi si possono determinare specifiche problematiche diagnostiche e terapeutiche. L’impatto clinico  delle implicazioni diagnostiche è documentato dalle manifestazioni sovrapponibili in corso della comorbidità broncopneumopatia cronica ostruttiva / scompenso cardiaco, in cui possono coesistere di tosse, dispnea, astenia.

Le  patologie associate sono fattore favorente la polifarmacoterapia, la cui definizione fa riferimento ad un numero giornaliero di farmaci uguale o superiore a 5 o 6 al dì. Sfavorevolmente tale condizione induce una ridotta aderenza terapeutica e una accentuazione delle reazioni avverse. Queste ultime sono determinate da:

- interazione fra farmaci (emorragie digestive da somministrazione concomitante di FANS, cortisonici, anticoagulanti orali);
- interazioni farmaco-malattia (betabloccanti nella cardiopatia ischemica con asma bronchiale);
- interazioni farmaco-cibo(ridotta biodisponibilità orale di fluorochinoloni e bisfosfonati);
- interazioni farmaco-alcool (amplificazione dell’effetto sedativo con benzodiazepine, neurolettici, antiistaminici);
- interazioni farmaco-prodotti di erboristeria (incremento del rischio emorragico con anticoagulanti orali e contemporanea assunzione di ginko biloba).


Criteri razionali nella prescrizione polifarmacologica comprendono:

- appropriatezza e priorità delle indicazioni;
- impiego di farmaci di provata efficacia con accettabile profilo di sicurezza;
- alternative percorribili a potenziali interazioni;                                    
- semplificazione del regime terapeutico;
- adeguato processo educazionale;
- rivalutazioni periodiche dello schema terapeutico.